sabato 11 maggio 2013

Di Topolino e cultura.



Quando si comincia a scrivere su un blog ci si ritrova la responsabilità di chiedersi quale sarà il primo argomento da trattare. E quando il blog in questione non è un semplice blog, ma il cuore pulsante di una multinazionale che punta alla conquista del mondo al pacifico scambio equo-solidale coi paesi meno fortunati, la responsabilità triplica.

Business Planning. Multi-management. Ladder Strategy. Queste e altre perifrasi indecifrabili sono alla base del buon funzionamento di un'azienda. Di un'azienda qualsiasi, un'azienda normale.

La Balzar Corporation vista da fuori.

Ma noi non puntiamo ad essere un'azienda normale. Noi vogliamo essere un'azienda LEADER in grado di conquistare il mondo (ti sei perso il nostro Manifesto di Intenti? MALE!).
Il nostro modello è più o meno questo:

Voi, io. Seems legit.

È per questo che devo formare degli impiegati solerti, forti, pieni di ottime qualità.
E la qualità sovrana, se lo chiedete a me, è la cultura. E chi te l'ha chiesto?
Ora, il budget aziendale è ancora a livelli vergognosamente infimi, e non posso pagarvi col vil contante. Ma voi non siete tipi venali e vi accontentate di una bella dose di cultura, vero? Così prendiamo due piccioni con una fava. E se nella vostra testa riecheggiano le parole di Giulio Tremonti ("Con la cultura non si mangia"), guardate questo cane: si sta visibilmente nutrendo con dei libri.


Crocchette? Non preferiresti un po' di Kafka?

Se siete indecisi su chi dei due abbia ragione, il cane o Tremonti, vi ricordo che è IL CANE ad essere il migliore amico dell'uomo. NON Tremonti.

Ma cos'è che dispensa cultura? Cosa può essere visto come incredibilmente formativo? Nel mio caso, senza alcun dubbio, il primo e più importante approccio in tal senso è avvenuto con Topolino (se leggendo il titolo sapevate già che sarei andato a parare qui siete molto, molto perspicaci).

Il mio intento ora non è assolutamente quello di tediarvi con la storia editoriale di Topolino, quanto quello di dare il giusto valore ad un fumetto che troppo spesso vedo bollare come infantile e stupido. 

Topolino è IL fumetto formativo per eccellenza. Non c'è scampo.

Ma mettiamo un po' d'ordine con un punto fermo: il Topolino che esce ogni mercoledì in edicola da prima ancora che nascessimo è una produzione squisitamente nostrana. Avete capito bene: nonostante si abbia la tendenza a pensare che quelle che si vanno a leggere siano storie americane tradotte in tutto il mondo (perché Pippo, Paperino e compari son comunque di origine americana), la Disney Italia è la più prolifica sezione a livello GLOBALE (fumettisticamente parlando, ovviamente) della multinazionale per eccellenza dell'intrattenimento.

Uno dei pochi motivi per essere orgogliosi del Bel Paese.
Oltre la pizza.

Grazie a questa particolare situazione, il sorcio più famoso del mondo è stato adottato, nei decenni, da veri e propri geni creativi. Sto parlando di nometti da niente come Romano Scarpa, Rodolfo Cimino, Guido Martina... se non sapete chi sono, ancora MALE. Ma non preoccupatevi, il post odierno serve a questo. Cercateli su Google. QUESTO è Google.


MASSIMA DEL GIORNO:

"Google is your best friend."
(ma non era il cane?)

Voi e Google, a testimonianza della vostra imperitura amicizia.

Nelle mani dei sapienti Maestri che hanno narrato per lustri le gesta dei nostri simpatici amici, Paperi e Topi si sono ritrovati quindi a parlare in italiano. Ma non un semplice italiano, standard, da "traduzione" bensì uno chiaro e comprensibile, ma spesso ricercato e scherzosamente aulico. Il tutto senza il MINIMO refuso ortografico o grammaticale. E così ai californiani (pardon, calisotiani) pennuti fuoriescono dal becco espressioni quali "tapino", "derelitto", "ignominia", "contenzioso"... parole che la maggior parte dei ragazzi di oggi non usa (o conosce) nemmeno... inutile dire quanto sia utile per un bambino di 10 anni crescere con un giornalino settimanale infarcito di questi termini. E anche a noi più grandicelli non farebbe male una ripassatina ogni tanto.

Scommetto che dite queste cose almeno un
 paio di volte al giorno, al bar, con gli amici.

Ma l'utilità formativa del Topo non si esaurisce semplicemente a forma e lessico: queste componenti sono solo la punta dell'iceberg. Su Topolino vengono illustrati in maniera semplice ma non banale concetti appartenenti al mondo degli adulti: la legge della domanda e dell'offerta, lo spionaggio industriale, gli appalti pubblici, il mercato edilizio, i funzionari delle tasse, i cavilli burocratici,  i paradisi fiscali, il precariato... la lista è virtualmente infinita. Questi argomenti vengono trattati in modo innocente ma consapevole, e finiscono non solo per far assimilare tali concetti al lettore, ma anche per instillargli uno spirito critico in merito ad essi.

E così in Topolino vediamo forti critiche alla società

Masse che seguono ciecamente le mode senza porsi domande, giunte comunali incapaci di amministrare la Cosa Pubblica che si rivalgono sulla cittadinanza introducendo balzelli sempre più assurdi, ricchi miliardari che nonostante tutto cercano sempre espedienti fantasiosi per raggirare il fisco, tele-dipendenza... tutto ciò e molto altro è contenuto in questo "infantile" fumetto.

Napolitano legge Topolino...
...e non solo lui.

Come se già tutto questo non bastasse a rendere Topolino un fumetto incredibilmente maturo e adatto a tutti, riporto l'attenzione al nodo cardine del post: la cultura in senso stretto. Topolino non solo è scritto benissimo, non solo spiega e critica la società, ma erudisce. Tramite grandi parodie o viaggi nel tempo, vengono rivisitati capolavori della letteratura e del cinema come "Il Milione", "Casablanca", "La Divina Commedia" e presentati al lettore personaggi storici del calibro di Dante, Cavour, Da Vinci... vi pare poco?

In tal senso, una delle storie più amate in assoluto è "L'Inferno di Topolino", che vi consiglio CALDAMENTE di recuperare, in cui ogni vignetta è accompagnata da terzine di endecasillabi in rime incatenate con schema ABA BCB.

Di sicuro "Dora l'Esploratrice"
fornisce spunti più interessanti di questa storia.

Non pago, passo ad illustrarvi l'ennesimo punto a favore di Topolino come fumetto di formazione.
La funzione sociale.
Nel corso degli anni infatti, sotto diverse linee editoriali, sul noto settimanale si sono svolte vere e proprie campagne a favore di importanti cause: la promozione della lettura, il rispetto per l'ambiente e l'uso di energie alternative, la spiegazione di importanti malattie come la sclerosi multipla, la lotta al razzismo o al bullismo... tali campagne sensibilizzano il pubblico nei confronti di determinati argomenti tramite la combinazione di storie dedicate, articoli redazionali ed eventi "reali" organizzati ad hoc. Non credo di aver bisogno di spiegare quanto tutto questo sia incredibilmente formativo, vero? Pensate se tutti da piccoli avessero letto e assimilato tali concetti. Forse oggi non dovremmo stare qui a discutere di gente che si lamenta perché "oh no oddio abbiamo un ministro di colore ora verremo invasi dai cinesi!111!!11!1!".

Mentre noi imparavamo a leggere, Borghezio imparava a ruttare.
Cercate di capirlo.

Potrei fermarmi qui, e già dovrei aver reso l'idea. Ma non sarebbe corretto parlare di un fumetto soffermandosi su tutto tranne che sulla parte prettamente fumettosa.
Topolino è bello, colorato, divertente. Gli autori che vi scrivono e vi disegnano sono tantissimi, ognuno con il proprio stile: alcuni riescono meglio nel proprio lavoro, altri meno. Parliamo pur sempre di 5-6 storie a settimana, è chiaro che ci siano alti e bassi qualitativi, e spesso il "gap" è dato solo dalla differenza di età ed esperienza professionale (in Disney Italia si punta molto sulla convivenza di artisti emergenti e veterani).
Ma nel complesso ne vale la pena, eccome. Atmosfere magiche, varietà di ambientazioni, umorismo dilagante, cultura, divertimento. Topolino è il fumetto che TUTTI dovrebbero leggere, a qualsiasi età, ma ovviamente non posso costringere nessuno a farlo. Purtroppo...

TRANNE VOI. Essendo parte della mia azienda vi assegno il piacevole compito di dare una possibilità a questa testata per formarvi culturalmente. E farvi qualche grassa risata, perché no? Perché ridere fa sempre bene.

Non ringrazierò mai abbastanza quel parrucchiere che nel lontano '97, pur di zittire un bambino rompiballe (me) che stava turbando la quiete del suo salone, gli regalò un fumetto da leggere. Il suo primo fumetto, un Topolino. E così facendo gli aprì un mondo. Ma di questo ne riparleremo.

Il mio primo Topolino e le sue ferite di guerra.
La copertina è M.I.A.

Heil Karin!

PS per chi di voi invece è già un appassionato lettore... in primo luogo, bravi! In secondo luogo...
so di essere stato vago nel citare autori e storie, ma avrò modo di rifarmi con articoli dedicati e video di Youtube. Sì, stiamo lavorando per espanderci anche su Youtube. E poi andremo da Barbara D'Urso. Nessuno può fermare la Balzar Corporation!



10 commenti:

  1. Sono arrivato su questo blog sono oggi e stavo facendo un giro per i post pubblicato. Essendo un lettore di topolino da quando avevo circa 6-7 anni mi trovo d'accordo con tutto. Alcune storie come disegni e trama sono davvero belle e profonde. Però i termini aulici che tu indichi io li ho notati principalmente su topolini di vecchia data.

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    1. Sicuramente sì, anche perché l'autore più aulico (Rodolfo Cimino) è venuto a mancare recentemente. Ma il livello lessicale è comunque altissimo. :)
      Grazie per il commento!

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  2. Leggendolo da tempo immemore, se non mi azzardo sarà da quando ho 4-5 anni (se non prima), ho sempre considerato frasi/parole come "me tapino", "derelitto" e roba simile di uso comune. Finchè non sono entrato nella vita reale, poi un disastro, lol

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    1. Sai che mi è successa -e mi succede- la stessa identica cosa? A volte adopero termini abbastanza "normali" del calibro di "fazioso" o "fardello" senza realizzare che metà o più dei presenti mi guarda come un alieno. :)

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  3. CHE BELLE LEGGERE CHE NON SONO L'UNICO A TROVARE FORMATIVO IL "TOPO"!

    io sono abbonato ormai da 20 anni e "quasi" odio i miei genitori per non avermi abbonato prima, facendomi perdere 10 anni di Topolini (ne ho + di 1000!!!) e da qualche mese ho portato nel "turbinio" anche il mio nipotino di 8 anni (che volevo "svezzare" prima, ma mia sorella non me lo permetteva!)

    W Topolino

    W Balzar Corporation

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    1. SEMPRE E COMUNQUE!

      Il tuo nipotino crescerà bene. :)

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  4. Userò il mio commento per ringraziare lo zio dal quale ho ereditato (non è morto, in realtà me ne sono impossessato) miriadi di topolino di vecchissima data.
    L'unica cosa che mi dispiace è che ho sempre preso topolino a random come settimale, classici, paperino mese, i classici, ecc, ecc.
    E per questo non ho mai fatto l'abbonamento.
    Ancora oggi, anche se in misura minore, acquisto i topolino in offerta nelle librerie dell'usato e nei mercatini.
    Quando avrò un figlio comincerà con topolino (soprattutto) e vari fumetti che sceglierò di volta in volta (penso a dragonball e tantissimi altri che magari già avrò comprato nel frattempo).
    Bel blog comunque: sei nei preferiti assieme al Sommo (anche se il Sommo è il Sommo XD)!
    Ciaoooo!

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    1. Al Sommo non si sfugge.
      Comunque ti ringrazio! :D

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  5. Be il Topo è stato davvero un forgiatore di tantissimi bambini sani, ovvero con giusti proncipi, ed è davvero uno specchio della società, perchè, pensando a tutti i personaggi, collocavi in ogni momento della tua vita ad esempio Gastone ad un tuo amico, Paperoga ad un altro, ecc. MITICO!

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    1. Verissimo, soprattutto condivido la parte in cui dici che da piccolo associavi la tua vita a quella dei vari personaggi Disney! :D

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